L’automotive è storicamente sempre stato il settore che maggiormente ha impiegato soluzioni robotiche, aprendo campi e scenari nuovi e sperimentando nuove e originali formule applicative. I cobot hanno fatto il loro ingresso nella produzione manifatturiera ormai 12 anni fa, automatizzando le prime produzioni meccaniche. In seguito hanno fatto il loro ingresso anche nell’industria automobilistica.
Il motivo che ha spinto un numero sempre maggiore di produttori (ad oggi Ford, PSA, Opel, Nissan e molti altri) a scegliere l’automazione collaborativa è stata la sempre maggiore richiesta di flessibilità in produzione. La mass customization ha spinto le aziende produttrici (e ancor più quella della subfornitura dell’automotive) a scegliere strumenti di automazione in grado di rispondere con rapidità a cambi linea e cambi prodotto, a sapere gestire la varietà di prodotto e le numerose variabili di ogni singolo assetto della vettura. In questo i cobot si sono dismotrati una soluzione vincente per due motivi:
- Offrono rapidità e semplicità di programmazione: cioè sono strumenti ampiamente alla portata dei tecnici del settore
- Sono di dimensioni contenute, ovvero in grado di trovar posto in layout già saturi a fianco delle automazioni in essere senza richiedere gabbie e modifiche al set up di produzione.
Questo insieme di caratteristiche ne ha decretato il rapido successo.