I concetti di robotica e sicurezza sono strettamente interlacciati. D'altronde l’inserimento in un ambiente lavorativo di una macchina può destare preoccupazione, dubbi, richiede azioni e strumenti preventivi.
Sono state scritte leggi e regolamentazioni per regolare l’operatività delle macchine in azienda, varate ISO a cui le apparecchiature devono attenersi per essere definite sicure.
I cobot hanno sparigliato le carte sul tavolo. Si tratta di soluzioni di automazione intrinsecamente sicure in grado di operare al fianco dell’essere umano senza le barriere di sicurezza che normalmente circondano le automazioni di tipo tradizionale.
Questo avviene per alcuni motivi, 17 per la precisione e uno per ciascuna delle safety native che i cobot Universal Robots integrano e che rendono il robot uno strumento in grado di non nuocere all’operatore.
L’analisi del rischio viene condotta infatti non tanto sul cobot (che come abbiamo detto è sicuro di per sé stesso) quanto sull’applicazione nel suo complesso.
Al cobot infatti possono essere installati EOAT o accessori non strettamente collaborativi e in grado di generare lesioni: pensiamo anche solo a cacciaviti, bordi taglienti, pinze o – per rendere il concetto ancora più evidente – torce di saldatura.
In questo caso – pur rimanendo il cobot uno strumento sicuro - l’applicazione complessiva richiede attenzione, analisi e messa in sicurezza.
I cobot però contribuiscono efficacemente ad elevare il livello di sicurezza in fabbrica. Vediamo in che modo illustrando, con alcuni esempi applicativi, l’automazione di porzioni di processo renda la produzione più fluida, efficiente, produttiva e naturalmente sicura.