Testare l’IA fisica agentica sui cobot UR
Cosa abbiamo testato con la research preview del Model Hardware Standard (MHS) e perché PolyScope X è la piattaforma che ci permette di arrivarci.
Di cosa parliamo in questo post
MHS è un nuovo standard, attualmente in research preview, che consente agli agenti AI di operare in sicurezza su apparecchiature fisiche. Universal Robots lo sta testando insieme ad Anthropic sui propri cobot. Un agente basato su Claude Opus 4.8 ha coordinato quattro applicazioni robotiche distinte come un’unica cella, partendo da semplici istruzioni in linguaggio naturale. La sicurezza è integrata in MHS: limiti operativi, interblocchi e arresti di emergenza vengono dichiarati dai dispositivi e rispettati dagli agenti, mentre l’architettura di sicurezza UR mantiene il pieno controllo. Il test mostra il potenziale dell’AI agentica nel ridurre la complessità dell’integrazione, uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’automazione su larga scala. La sperimentazione è stata condotta sui cobot UR, ma lo stesso approccio potrebbe essere applicabile anche agli AMR. Si tratta di un proof of concept: MHS non è ancora disponibile su larga scala.
In Universal Robots sviluppiamo un’automazione a misura d’uomo: robot industriali collaborativi che lavorano accanto alle persone nella produzione, nell’elettronica e in molti altri settori industriali. Da decenni, la parte più difficile di questo lavoro non è il robot in sé, ma tutto ciò che gli sta intorno: configurare i sistemi, creare collegamenti tra le diverse tecnologie presenti in fabbrica e orchestrare i numerosi sistemi paralleli che operano in un moderno stabilimento produttivo.
Di recente abbiamo voluto mostrare quanto tutto questo sia destinato a cambiare. Il Model Hardware Standard (MHS) è un nuovo standard che consente agli agenti AI di operare in sicurezza su apparecchiature fisiche.
È attualmente disponibile attraverso una research preview limitata, realizzata insieme ad Anthropic: le specifiche sono provvisorie, l’accesso avviene su richiesta e nulla è ancora disponibile su larga scala. Tutto ciò che descriviamo di seguito è avvenuto all’interno di questa fase di sperimentazione.

Il collo di bottiglia con cui conviviamo da decenni
Chiedete a chiunque si occupi professionalmente di implementazione robotica e vi darà la stessa risposta: la vera sfida è l’integrazione. Servono competenze per mettere in servizio un sistema, sviluppare le interfacce operatore e collegare PLC, macchine e robot in un’unica cella funzionante. Questo ha rappresentato a lungo un collo di bottiglia per la diffusione della robotica su larga scala.
L’AI agentica cambierà questa equazione. Grazie a modelli avanzati come Claude, in futuro saremo in grado di esplorare un sistema, comprendere ciò che sta realmente accadendo al suo interno e programmarlo, orchestrarlo e ottimizzarlo con una velocità completamente diversa. Il tipo di workflow iterativo che da tempo consideriamo normale nel software sta finalmente arrivando anche nell’automazione fisica.
Cosa abbiamo testato
In termini semplici, MHS consente a un agente AI di comprendere una rete di dispositivi, esplorarla, individuare i dispositivi presenti e le relative capacità e, infine, controllarli rispettando i limiti dichiarati da ciascuno. Lo standard è pensato per la ricerca scientifica e la manifattura avanzata.
Durante la dimostrazione abbiamo collegato ai robot Universal Robots, attraverso PolyScope X, un agente AI compatibile con MHS: Claude, utilizzato tramite Claude Code. L’agente ha individuato in tempo reale una flotta composta da quattro dei nostri cobot, li ha configurati e li ha fatti lavorare insieme in sicurezza attraverso MHS.
Nulla era stato predisposto in anticipo. Non esisteva alcuna complessa programmazione hardcoded tra l’agente e i robot. L’agente ha esplorato autonomamente la configurazione del sistema, ne ha compreso il funzionamento e ha pianificato come utilizzarlo rispettando i limiti dichiarati da ciascun dispositivo. Potevamo persino chiedergli di ottimizzare il flusso e migliorarlo mentre osservavamo il sistema in funzione. Vedere tutto questo accadere sui nostri cobot, nella nostra sede centrale, ha rappresentato un vero punto di svolta.
PolyScope X: la piattaforma per l’IA fisica
Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza le fondamenta giuste. E queste fondamenta software sono PolyScope X.
PolyScope X è il nostro sistema di controllo di nuova generazione ed è stato sviluppato con un approccio completamente API-first. È stato progettato per essere la piattaforma dell’IA fisica: estendibile attraverso l’intelligenza artificiale e concepito affinché un agente possa individuare le capacità di un robot e costruire un’applicazione su di esse. MHS crea quindi un ulteriore livello di orchestrazione, che permette a un agente di coordinare non soltanto i nostri robot, ma anche l’insieme più ampio dei dispositivi presenti in fabbrica.
Un aspetto fondamentale è che questa apertura non avviene mai a scapito della sicurezza. I sistemi industriali devono rispettare requisiti rigorosi: la stabilità è fondamentale, la sicurezza è fondamentale e ci sono standard ai quali dobbiamo conformarci. Non si può semplicemente lasciare che un agente acceda liberamente ai livelli più bassi di controllo di una macchina sperando che tutto funzioni: si perderebbero proprio quelle caratteristiche di conformità in materia di sicurezza e quelle interfacce operatore che rendono un sistema adatto a una vera fabbrica.
PolyScope X ci consente di combinare la potenza di un agente con le tecnologie di sicurezza che abbiamo sviluppato in oltre un decennio. L’intelligenza opera a un livello superiore; la nostra architettura di sicurezza mantiene il pieno controllo. All’interno di MHS, inoltre, i dispositivi dichiarano nello standard i propri limiti, gli interblocchi e gli arresti di emergenza, che vengono automaticamente ereditati e rispettati dagli agenti. Una volta raggiunto il funzionamento a regime, il sistema opera in modo affidabile e deterministico.

MCP per il software, MHS per il mondo fisico
C’è un motivo preciso per cui tutto questo sta accadendo proprio ora. Anthropic ha aperto la strada con MCP, lo standard che ha mostrato come rendere il software accessibile agli agenti AI: oggi molti prodotti vengono già distribuiti con interfacce MCP. MHS applica lo stesso principio alle apparecchiature fisiche, offrendo agli agenti un modo comune per individuare e controllare in sicurezza i dispositivi che li circondano.
In questo progetto, Universal Robots, piattaforma di riferimento per l’IA fisica, mette a disposizione la robotica, mentre PolyScope X è il luogo in cui il lavoro fisico prende forma.
Cosa significa per il futuro della robotica
Con lo sviluppo dell’AI agentica, ci aspettiamo una forte riduzione del tempo che clienti e integratori devono dedicare a far cooperare dispositivi diversi. Di conseguenza, le soluzioni robotiche potranno arrivare in fabbrica più rapidamente e con rischi di integrazione molto inferiori. La robotica diventerà così molto più accessibile alle aziende manifatturiere di tutto il mondo, comprese le realtà più piccole e le linee caratterizzate da produzioni ad alto mix e basso volume. Una cella che può essere riconfigurata semplicemente descrivendo una nuova attività, invece di essere riprogrammata da zero, può adattarsi molto più facilmente a cicli di prodotto sempre più brevi.
Questo scenario va inoltre oltre il singolo robot. Nella nostra dimostrazione, l’agente ha coordinato quattro cobot. Man mano che gli agenti diventeranno più efficaci nel ragionare sull’intera cella, l’unità fondamentale dell’automazione passerà dalla singola macchina al sistema nel suo complesso. E anche il ruolo delle persone che costruiscono questi sistemi si sposterà verso attività a maggior valore aggiunto: dalla scrittura di codice a basso livello alla definizione degli obiettivi, alla supervisione dei risultati e alla gestione dei casi che richiedono il giudizio umano. In un settore che soffre una carenza di competenze nell’automazione, questo permetterà di amplificare il contributo delle persone con competenze ingegneristiche già disponibili.
Teradyne Robotics è la piattaforma di riferimento per l’IA fisica. I modelli AI più avanzati hanno bisogno di un luogo in cui poter agire nel mondo fisico, e quel luogo richiede robot reali — cobot o AMR — un’architettura di sicurezza matura e una piattaforma sufficientemente aperta sulla quale poter sviluppare nuove soluzioni.
Per Universal Robots, PolyScope X offre oggi a sviluppatori e partner queste fondamenta, mentre il nostro lavoro con MHS mostra ciò che potrebbe diventare possibile.
