Il processo di stampaggio della plastica e l'uso efficace delle macchine rappresenta un vero e proprio rompicapo poiché richiede estrema precisione ma anche un elevato grado di flessibilità operativa. Le macchine per lo stampaggio della plastica sono “abituate” a lavorare in modo serrato e, come nel resto del comparto manifatturiero, con volumi contenuti e con referenze molto diversificate.

Il processo di stampaggio della plastica e l'uso efficace delle macchine rappresenta un vero e proprio rompicapo poiché richiede estrema precisione ma anche un elevato grado di flessibilità operativa. Le macchine per lo stampaggio della plastica sono “abituate” a lavorare in modo serrato e, come nel resto del comparto manifatturiero, con volumi contenuti e con referenze molto diversificate. In questo contesto vi sono requisiti imprescindibili come:
Questi requisiti sono necessari anche perché nello stampaggio ad iniezione e della lavorazione dei polimeri plastici è consuetudine operare con materiali diversi che a loro volta presentano caratteristiche diverse e temperature di lavorazione differenti. Oggi andiamo ad immergerci nel mondo della plastica attraverso una piccola analisi. Come l’automazione e i bracci robotici collaborativi possono avere un impatto positivo su tutto il processo. Affronteremo capitolo per capitolo:
La maggior parte delle aziende che lavorano con le macchine per stampaggio plastica si trovano a operare con la formula mix elevato + bassi volumi che conferma lo schema largamente presente nella manifattura in generale: piccoli lotti e grande diversificazione. Ciò rappresenta una vera sfida per chiunque cerchi di implementare un’automazione di tipo tradizionale.
Vi sono alcune fasi del processo di stampaggio della plastica che possono essere assolte tramite automazione con conseguenti benefici su tempi di esecuzione e aumento del livello di sicurezza e qualità degli ambienti lavorativi:
Manipolazione di materiali caldi
Nelle fasi immediatamente successive allo stampaggio può essere necessario rimuovere i pezzi dagli stampi e destinarli a successive lavorazioni. Questo compito può essere assolto dal cobot in modo da azzerare rischi di infortunio ed eventuale ustione da parte degli operatori.
Sostituzione utensili per le lavorazioni
Il numero di utensili da impiegare sui semilavorati può cambiare in base alle commesse. Il processo di sostituzione può essere svolto senza rischi e in modo più rapido dai cobot.
Assegnare ai cobot tutti i compiti ad alto rischio di infortunio porta innegabili vantaggi poiché l’operatore può concentrarsi su attività a maggior valore azzerando la possibilità di tagliarsi con un utensile o procurarsi ustioni dovute a pezzi molto caldi.
I robot collaborativi di Universal Robots sono progettati appositamente per rispondere appieno alle esigenze delle aziende, anche quelle che devono operare in scenari produttivi come quelli appena descritti. Possono essere applicati in tutte le fasi produttive di stampaggio della plastica, il che include i progetti di sformatura, kitting, pick&place, asservimento macchine. La flessibilità che caratterizza i cobot è la somma di diversi fattori fra cui:
Ottimizzare i flussi di lavoro consente di individuare tutti i colli di bottiglia responsabili di rallentamenti e sprechi inutili di tempo, ma anche implementare un sistema di controllo della qualità in grado di abbassare la quantità di scarti. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso la robotica collaborativa e i suoi diversi vantaggi. Due casi di successo che confermano come l’integrazione di un cobot può avere effetto sull’intero ciclo produttivo e non solo sull’attività su cui è applicato:

Abbiamo toccato con mano attraverso analisi ed esempi concreti l’impatto positivo che può avere l’implementazione di uno o più cobot all’interno di un’azienda. In particolar modo, i cobot sono realmente collaborativi nelle macchine di stampaggio della plastica dove le mansioni da svolgere possono risultare anche molto complesse. I vantaggi garantiti dai cobot UR possono rappresentare un valore aggiunto per le aziende molto piccole, tipiche del tessuto industriale italiano.
