Flessibilità e ripetibilità per gestire lotti corti
I cicli di vita di un prodotto sono oggi sempre più corti e ravvicinati. Quindi l’effetto primario che si registra implementando una soluzione versatile, sviluppata a partire da una robotica che è flessibile per definizione, è quello di poter gestire cambi di scenario produttivo senza vincolare il cliente finale verso un’automazione rigida e unicamente specializzata in un unico processo. Le celle di saldatura come quella sviluppata da Rolleri, sono quindi progettate per consentire un rapido cambio utensile che le rende applicabili su task anche molto diversi, come saldatura e finitura superficiale.
Non solo. Il mondo della lamiera impone il rispetto di alcuni canoni estetici: la superficie lavorata deve essere preservata. Il sensore forza/coppia integrato al polso del cobot permette, quindi, di rispettare le superfici e garantire un risultato costante nelle lavorazioni, ovvero di standardizzare i processi. Risultato che rende queste celle applicabili anche in contesti ad alta cadenza. La robustezza delle soluzioni UR è un dato riscontrato dalla stessa Rolleri. Intorno al collaborativo aleggia sempre il dubbio che si tratti di robot leggeri, fragili, non adatti a contesti produttivi pesanti. In realtà l’esperienza del partner UR è di segno diametralmente opposto: presso i clienti Rolleri vi sono cobot UR operativi da oltre un anno su 2 o 3 turni continuativi che non hanno mai richiesto alcun tipo di intervento. Sono robusti e affidabili, ma i valori chiave sono senza dubbio flessibilità e versatilità.
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