Il ruolo della robotica come facilitatore di processi, incluso quello dell’acquisizione di competenze, è ormai ben noto. I cobot sono caratterizzati infatti per richiedere un carico cognitivo estremamente basso, per offrire scorciatoie di programmazione che ne rendono possibile l’uso anche da parte di personale non specificatamente addestrato.
Nel caso dei cobot la semplicità di programmazione è doppiamente un valore.
- Da un lato infatti permette anche a persone non specificatamente formate di cimentarsi con successo nella programmazione dei cobot. In questa accezione la semplicità è il mezzo tramite cui diffondere, all’interno delle aziende, una cultura robotica sempre più radicata.
- Dall’altro - e questo è il vantaggio sicuramente più evidente e maggiormente perseguito - proprio per questa semplicità di programmazione, i cobot possono venir applicati in decine di operazioni e settori diversi. La semplicità di programmazione è uno degli elementi che li rendono particolarmente flessibili e versatili e in grado di operare con successo in molteplici contesti produttivi, poiché possono far fronte, in tempi rapidi, a cambi di scenario produttivo altrettanto veloci.
La natura user friendly di questi strumenti ha anche una ricaduta positiva sulla qualità del lavoro: gli operatori che imparano a utilizzare i robot collaborativi vedono crescere in qualità le proprie competenze trasformandosi da esecutori di processi noiosi, ripetitivi e a volte pericolosi in gestori di processi. Quindi in questo senso i cobot riducono il divario di competenze fra operatori roboticamente competenti e addetti che si affacciano per la prima volta al mondo dell’automazione industriale e della robotica.