Uno dei maggiori vantaggi portati dalla robotica collaborativa, anche se è ancora uno dei meno compresi, è quello di riuscire a essere punto di incontro delle competenze espresse da operatori e robot. Nelle applicazioni che includono i cobot trovano spazio precisione, ripetibilità e produttività (tipicamente ascrivibili alle soluzioni di automazione) ma anche problem solving, capacità creative, know how, che sono invece un retaggio e un contributo genuinamente umano. I cobot sono quindi i collettori in grado di riportare al centro del processo industriale una componente umana fondamentale, essenziale per rispondere in maniera efficace alla continua ricerca di personalizzazione dei prodotti.
Questo scenario, così brevemente descritto, prende il nome di industria 5.0, ovvero lo step evolutivo che dall’integrazione spinta dei processi di automazione, passa alla condivisione di spazi, competenze, attività fra uomini e macchine e che dà origine a layout aperti e più compatti.