Adattarsi alla realtà concreta e imperfetta: perché MODEX 2026 è stato l’anno dell’automazione flessibile
Camminando tra gli stand di MODEX 2026 ad Atlanta, la scorsa settimana, il messaggio era forte e chiaro: l’era della “griglia perfettamente programmata” è finita. Il nostro mondo è disordinato, non strutturato e raramente rientra in dimensioni perfette.
Camminando tra gli stand di MODEX 2026 ad Atlanta, la scorsa settimana, il messaggio era forte e chiaro: l’era della “griglia perfettamente programmata” è finita. Il nostro mondo è disordinato, non strutturato e raramente rientra in dimensioni perfette. Per anni, questa è stata la principale barriera all’automazione. Ma parlando con le persone che hanno visitato i nostri stand, ho colto un cambiamento profondo. Sempre più aziende sono alla ricerca di soluzioni di physical AI e robotica capaci di reagire in tempo reale alla variabilità del mondo reale.
In Teradyne Robotics, grazie alla forza combinata di Universal Robots e MiR, abbiamo scelto di lavorare proprio su questa realtà. Che si tratti di una scatola spostata fuori posizione o di un pallet danneggiato, il nostro obiettivo è chiaro: fornire un’automazione che non si limiti a funzionare, ma sappia adattarsi.
Oltre la griglia pre-programmata
Nel nostro stand a MODEX, nulla ha raccontato questo tema in modo più evidente di PALTZ, il nuovo cobot pallettizzatore del nostro partner beRobox. Grazie a STACKiT AI Vision, il sistema può ricalcolare il movimento in tempo reale per prelevare qualsiasi scatola sia stata spostata o orientata diversamente. Non è solo una demo: è un esempio di come la physical AI stia semplificando le operazioni, gestendo l’imprevedibilità del piano di fabbrica. In un mondo in cui le aziende manifatturiere hanno a lungo accettato l’idea che “l’automazione ama la coerenza”, vedere un robot collaborativo UR20 gestire l’incoerenza in tempo reale cambia le regole del gioco.
Cobot mobili contro l’hype degli umanoidi
Ultimamente si è parlato molto di una possibile “invasione degli umanoidi”, ma camminando tra gli stand quest’anno ho notato meno umanoidi rispetto al Promat dello scorso anno. E quelli presenti non erano in grado di mostrare un funzionamento continuativo. La domanda sincera che il settore si sta ponendo, e che i clienti rivolgono direttamente ai vendor, è se gli umanoidi possano generare un ROI dimostrabile nelle operazioni reali entro un orizzonte temporale significativo.
Per ora, il cobot mobile, cioè la mobilità autonoma abbinata a un braccio manipolatore capace, colma questo divario in modo più pratico. Se l’adattabilità è stata il tema dell’evento, il cobot mobile MiR MC600 potrebbe esserne l’espressione più completa. Combinando la base mobile autonoma MiR600 di MiR con i bracci cobot UR20 o UR30 di Universal Robots, MC600 unisce mobilità autonoma e manipolazione dei componenti in un’unica piattaforma, capace di gestire carichi fino a 600 kg. Può pallettizzare, gestire configurazioni complesse di scatole e asservire macchine, spostandosi tra attività e aree diverse senza infrastrutture fisse o spazi dedicati.

MC600 è importante perché risponde a un’esigenza che spesso viene associata agli umanoidi, ma che questi robot non riescono ancora a soddisfare in modo affidabile. I cobot mobili con veri bracci manipolatori sono disponibili oggi, installabili oggi e capaci di generare ROI già oggi.

MiR1200 Pallet Jack: navigazione AI per ambienti complessi
Forse il miglior esempio di automazione capace di adattarsi ad ambienti dinamici è il MiR1200 Pallet Jack, che ha richiamato molte persone anche nel nostro stand a MODEX. La movimentazione dei pallet nei magazzini reali raramente avviene in condizioni ordinate. I pallet sono disallineati. I pavimenti sono ingombri. Le altezze libere variano. Il MiR1200 Pallet Jack è stato progettato proprio per questa realtà. Alimentato da NVIDIA Jetson AGX Orin e addestrato su oltre 1,2 milioni di immagini reali e sintetiche, il suo sistema di rilevamento basato su AI utilizza la visione 3D per identificare i pallet ed eseguire operazioni di pick-and-place con un livello di precisione che altre tecnologie di rilevamento semplicemente non possono eguagliare.
Il MiR1200 Pallet Jack combina LiDAR e visione 3D per rilevare ostacoli a terra, in altezza e intorno al robot, ricalcolando dinamicamente il percorso in tempo reale invece di fermarsi o attendere che una persona liberi il passaggio. Un aspetto decisivo è che MiR1200 si integra direttamente nelle flotte AMR MiR già esistenti ed è gestito tramite MiR Fleet, diventando così un’estensione naturale delle operazioni che utilizzano già hardware MiR. Per i clienti enterprise che gestiscono flussi complessi e multi-sito, MiR può oggi essere un vero one-stop shop per la movimentazione autonoma dei materiali, su ogni tipologia di carico.

Il tessuto connettivo del magazzino
Oltre il nostro stand, il tema dell’adattabilità era presente anche nella demo dell’Ocado Storage and Retrieval System (OSRS), descritto come la tecnologia di stoccaggio cubico più veloce e densa disponibile per il fulfillment ad alta produttività. Costruita su una struttura ultraleggera con celle 12x12x12, la demo permetteva alle persone presenti di osservare i robot OSRS muoversi ad alta velocità, incrociandosi per recuperare tote di inventario e portarli a una stazione di picking, dove i nostri cobot UR12e prelevavano articoli non strutturati dai contenitori.
Ho trovato molto efficace anche la demo di SmartKarton, con una cella completamente automatizzata per la formatura delle scatole costruita intorno a un cobot UR. La formatura delle scatole è stata a lungo considerata difficile da automatizzare, a causa della variabilità e della flessibilità del cartone. Tuttavia, il robot UR preleva, piega e sigilla le scatole in un unico movimento fluido, agendo come “tessuto connettivo” tra i diversi componenti del packaging. È la prova che anche le attività tradizionalmente manuali e più gravose dal punto di vista ergonomico possono essere gestite in modo affidabile a velocità produttive.
Il mondo com’è, non come vorremmo che fosse
MODEX 2026 ha dimostrato che l’automazione di maggior valore non è quella più “simile all’essere umano”, ma quella più adattabile. Riunendo pallettizzazione plug-and-play, robotica collaborativa, visione guidata dall’AI e mobilità AMR, Teradyne Robotics offre alle aziende manifatturiere soluzioni flessibili e pronte per il futuro, capaci di funzionare nella complessità del mondo reale.
Il futuro della logistica non è una griglia rigida. È un ecosistema intelligente, mobile e collaborativo, capace di lavorare con il mondo così com’è, non come vorremmo che fosse.