PMI e automazione, un rapporto spesso complesso per le difficoltà connesse alla robotica. I cobot sono una soluzione semplice e di rapida implementazione anche per le aziende più piccole. Vediamo per quali ragioni una piccola azienda dovrebbe scegliere la robotica collaborativa per i propri processi.

L’automazione è in molti settori industriali e processi produttivi non più una semplice scelta opzionale, ma più spesso una necessità motivata da diversi fattori:
Stante questo scenario molte aziende decidono di intraprendere un percorso di automazione di processo, ma sono incerte circa il tipo di automazione da implementare. Ogni tipo di robotica porta, infatti, con sé vantaggi e svantaggi, opportunità produttive ed eventuali rigidità.
Quali sono i freni che spesso ne ostacolano l’integrazione, in special modo nelle aziende più piccole e meno strutturate?
Ma quale PMI italiana può dirsi esentata da una o più di queste difficoltà? Quale PMI non è rallentata da almeno uno (o più di uno) di questi freni? Quasi nessuna.
Ecco che allora è necessario prendere in considerazione un tipo di automazione rispondente a queste necessità, in grado di fornire un supporto produttivo e “allentare” quei freni applicativi. Quale tipo di automazione? La robotica collaborativa.

La ragione principale che muove un’azienda a intraprendere un percorso di automazione.
Maggiore produttività, minori spese, efficienza più elevata. I cobot hanno dimostrato in questi ultimi anni di poter contribuire grandemente al perseguimento di questo obiettivo.
I processi collaborativi (ovvero quelli in cui avviene una chiara distinzione dei compiti assegnati all’uomo e dei compiti svolti dalla macchina, in un regime però di cooperazione) sono molto più produttivi, fino all’85% in più.
Unire il meglio dei due mondi (precisione, ripetibilità, coerenza da parte della macchina), flessibilità, creatività, pensiero analitico e critico da parte dell’operatore, rende i processi più snelli ed efficaci.
Un semplice pick&place acquisisce tempi ciclo più costanti e rapidi, un assemblaggio in posizioni sfavorevoli viene eseguito meglio e con più coerenza se a occuparsene è un cobot. Ecco dunque perché scegliere un cobot è per una PMI una scelta di crescita.
I cobot sono semplici da usare, programmare, installare.
Un cobot in azienda arriva in media dopo 7 gg dall’ordine, un tempo di attesa che già riduce drasticamente le difficoltà. Arriva in una scatola che contiene il braccio robotico, il controller e il teach pendant. Un collo che somma poco più di trenta chilogrammi di peso, spostabili a braccia all’interno del layout.
In circa 90 minuti un cobot può essere assemblato e programmato per eseguire le prime semplici attività. Può essere alimentato alla comune corrente elettrica ad uso civile a 220 V (quindi praticamente ovunque all’interno dell’azienda) e consuma al massimo della potenza meno di un asciugacapelli.
Un cobot si programma in 2 modi:
Ogni programma inoltre può essere salvato e lanciato secondo cicli e necessità.

Fondamentalmente vero: i cobot sono quasi macchine e grazie alle 17 safety native sono sicuri e collaborativi in ogni frangente.
Ciononostante, il risk assessment va eseguito sull’applicazione nel suo complesso, perché se il cobot è sempre sicuro, non altrettanto può essere per il componente movimentato piuttosto che per il tool che il robot integra al polso.
Recinzione e messa in sicurezza dell’area di lavoro sono ostacoli che spesso frenano le PMI nell’adottare soluzioni di robotica, perché:
I cobot invece, in più dell’80% dei casi, operano senza recinzioni anche in seguito all’analisi del rischio complessiva.
La sicurezza non è solo assenza di lesioni, ma anche contributo (fattivo) ad un ambiente di lavoro più sicuro ed ergonomico.
Preservare gli operatori dal contrarre malattie professionali o dall’insorgere di infortuni muscolo scheletrici, è prima di tutto un gesto di responsabilità verso la forza lavoro. E in secondo luogo un efficace modo di ridurre spese.
Mass customization, delizia per i consumatori (che possono accedere al massimo della scelta nella personalizzazione dei prodotti che acquistano) croce per le aziende manifatturiere (specie i subcontractor) che operano in costante regime di lotto corto ad alta variabilità.
Quale automazione può far fronte a questo scenario? Oppure quale automazione può rispondere ad un repentino cambio del mercato conservando il proprio valore?
I cobot. Flessibili per natura e in grado di rispondere ad uno scenario produttivo variabile. Per quale motivo diciamo che sono flessibili?
Budget, ahimè il fattore che più spesso limita l’accesso all’automazione alle piccole e medie imprese. Anche in questo i cobot offrono una risposta efficace. Perché costano meno rispetto all’automazione di tipo tradizionale? Certamente, ma non solo.
I cobot costano meno in partenza rispetto a robot antropomorfi di taglia maggiore, ma chiedono anche minori costi connessi alla loro installazione (come barriere di sicurezza, recinzioni, reti di laser scanner).
Sono semplici da usare e programmare e quindi non necessitano (nella stragrande maggioranza delle applicazioni più elementari) dell’intervento di un esperto programmatore.
Ma c’è di più. Arrivano in azienda in pochi giorni ed entrano in funzione nell’arco di poche ore.
Questo significa che le aziende che li implementano registrano in media un incremento di produttività immediato a fronte di un cespite che hanno appena iniziato a pagare.
Questa combinazione di immediata operatività e minori costi di acesso iniziali riduce i tempi di ritorno dell’investimento.
La media che registriamo fra le ormai migliaia di aziende che hanno scelto i cobot Universal Robots è di sei mesi, ma vi sono stati casi in cui il punto di pareggio è stato raggiunto in un tempo di gran lunga minore (à leggi la storia di Task Force Tips che ha ammortizzato il proprio investimento in robotica collaborativa UR in appena 34 giorni!).

Alcuni processi industriali sono caratterizzati da task che risultano sempre più spesso di difficile copertura con operatori. Per due motivi essenzialmente:
I cobot come possono aiutare le PMI in questi due frangenti?
Da un lato offrendo un’elevata ripetibilità e precisione nell’esecuzione di task specialistici come saldatura, assemblaggio, finiture, controllo qualità. In queste applicazioni la competenza dell’operatore è dirimente. I cobot sono una validissimo sostituto (o supporto) alla competenza manuale.
Dall’altro, su task che invece sono scarsamente ergonomici o soddisfacenti, sollevando l’operatore dall’eseguirli contribuendo, così, alla creazione di un ambiente di lavoro più salubre e soddisfacente.
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